
Corriere della Sera
4,27.69K Recensioni
Dettagli dell'app
- Versione
- 8.0.10
- Aggiornato il
- Licenza
- Free
- Download
- 1.000.000+
- Sviluppatore
- RCS MediaGroup S.p.A.
- Categorie
- Notizie e riviste
- Piattaforma
- Android, iOS
Screenshot








Analisi di AppCompare
Quando voglio capire cosa sta succedendo in Italia senza passare da una successione di post e titoli scollegati, apro Corriere della Sera e scelgo gli articoli che meritano davvero attenzione. L’app porta sul telefono il lavoro di una testata giornalistica riconoscibile e, per me, il suo valore sta soprattutto in questo: offrire un punto di accesso ordinato alle notizie, non trasformarsi in un social o in un aggregatore che mescola fonti diverse.
È un’app gratuita di notizie e riviste, sviluppata da RCS MediaGroup S.p.A., con una valutazione media di 4,2 su 27 mila valutazioni e oltre un milione di installazioni. È classificata PEGI 3. La versione attuale è la 8.0.7 e richiede Android 8.0 o successivo. Sono dettagli utili per inquadrare il prodotto, ma non dicono da soli se faccia al caso tuo: la risposta dipende da quanto cerchi il Corriere come fonte e da quanto ti basta l’accesso gratuito.
Il valore parte da ciò che è gratuito
Quando valuto un’app di notizie, parto da una domanda pratica: posso provarla senza impegnarmi, e capisco chiaramente quando un acquisto cambia l’esperienza? Nel caso del Corriere, l’installazione gratuita rende facile farsi un’idea del taglio della testata prima di decidere. Qui considero che cosa offre questo punto d’ingresso e come distinguere la prova senza costo dalle eventuali opzioni a pagamento.
Un ingresso senza costo, con acquisti distinti
Il download è gratuito; questo rende semplice provarla e capire se il modo in cui il Corriere presenta le notizie si adatta alle tue abitudini. Nel modello di acquisto tramite Google Play sono indicati acquisti in-app da 0,59 € a 119,99 €. La forbice è ampia, quindi non la leggerei come il prezzo di un singolo abbonamento o come una cifra che tutti devono spendere: è l’intervallo degli acquisti possibili tramite quella fatturazione.
Per decidere con prudenza, partirei dall’app senza acquistare nulla e controllerei direttamente quali contenuti riesco a leggere e quali opzioni vengono proposte quando incontro una limitazione. Le condizioni pratiche possono dipendere dall’offerta mostrata nell’app; perciò conviene verificare il costo e la durata prima di confermare qualsiasi acquisto. Il punto importante è distinguere installazione gratuita e accesso eventualmente a pagamento: non sono la stessa cosa.
Che cosa si paga, e quando ha senso farlo
La presenza di acquisti in-app significa che l’esperienza può includere proposte a pagamento, ma non basta per stabilire quale formula sia adatta a un lettore specifico. Io valuterei il costo in rapporto all’uso reale: se apro il Corriere solo per pochi aggiornamenti occasionali, inizierei dalla parte gratuita; se invece torno spesso ai suoi articoli e voglio consultare contenuti che richiedono un acquisto, confronterei il prezzo effettivo e le condizioni visualizzate con le mie abitudini.
Non pagherei soltanto perché una schermata presenta un’offerta. Prima mi chiederei se seguo regolarmente questa testata, se leggo con continuità i suoi approfondimenti e se le sue notizie sono una parte importante della mia routine. Il valore dell’eventuale spesa dipende da queste risposte, non dal semplice fatto che l’app sia presente sul telefono.
Da leggere prima di scegliere

Canva accelera la creatività senza decidere al posto tuo

Google Traduttore porta la lingua fuori dalla casella di testo

SHEIN sul telefono: come l’app trasforma la navigazione in acquisto

Google Drive sul telefono: meno attese, più lavoro in movimento

WhatsApp Messenger, la scelta della settimana per restare in contatto

Google Chrome, ritrovare pagine e riprendere la lettura senza attrito
Una fonte precisa, non un aggregatore generalista
Leggere una testata precisa può essere più utile che accumulare titoli da fonti diverse, soprattutto quando voglio seguire una vicenda con un filo editoriale riconoscibile. Questo vantaggio, però, dipende da ciò che cerco: l’app non sostituisce il confronto tra giornali e non è la scelta più comoda per ogni esigenza informativa. Mi soffermo quindi sul suo ruolo nella routine quotidiana e sui compromessi che comporta.
Perché può essere comoda nella vita quotidiana
La differenza rispetto a molte app che raccolgono notizie da testate diverse è il legame diretto con il Corriere. Se già conosci e segui questa fonte, aprire la sua applicazione evita di doverla ritrovare ogni volta tra risultati di ricerca, schede del browser o feed misti. In cambio, però, scegli una prospettiva editoriale specifica: non stai consultando una panoramica neutrale di tutte le redazioni disponibili.
Un uso realistico è la pausa di metà mattina: invece di scorrere a lungo aggiornamenti social, controllo le notizie del momento, apro un pezzo che riguarda un tema che seguo e torno al lavoro. In un altro scenario, prima di una conversazione su un evento nazionale, posso usare l’app per orientarmi attraverso gli articoli della testata. Questo non sostituisce il confronto tra fonti quando una questione è controversa, ma offre un punto di partenza più coerente di una raccolta di titoli senza contesto.
Per sfruttarla meglio, trovo utile avere un’intenzione prima di aprirla. Posso decidere di controllare la cronaca, seguire una notizia che si sviluppa nel tempo oppure leggere un approfondimento, invece di passare da un titolo all’altro senza ricordare cosa cercavo. È un accorgimento semplice, ma aiuta a usare una singola fonte come strumento di lettura e non come un altro flusso da scorrere automaticamente.
Il vantaggio di seguire una testata ha un limite
La specializzazione è anche la principale rinuncia. Chi vuole confrontare in un’unica schermata il modo in cui diverse testate raccontano lo stesso fatto potrebbe preferire un aggregatore o consultare più fonti dal browser. Con questa app si sceglie il Corriere come riferimento; per allargare il quadro serve un passaggio aggiuntivo verso altre testate.
Per la stessa ragione non la sceglierei come unica risposta a ogni esigenza informativa. Un titolo può essere utile per decidere se leggere un articolo, ma non è un sostituto della lettura completa quando il tema è importante. E se cerchi soprattutto notizie locali molto specifiche, aggiornamenti da fonti di nicchia o una selezione costruita sulle tue preferenze personali, una testata nazionale da sola potrebbe non bastare.
Un metodo pratico per valutarla prima di spendere
La prova più sensata, secondo me, è distribuirla su alcuni momenti diversi della giornata anziché giudicarla dopo una sola apertura. Al mattino puoi vedere se trovi rapidamente ciò che ti interessa; più tardi puoi verificare se torni spontaneamente per seguire una notizia; infine puoi notare quanto spesso incontri contenuti che ti invitano a valutare un acquisto. Non occorre trasformare la lettura in un test complicato: basta capire se l’app si integra davvero nella tua giornata.
Un’altra buona abitudine è distinguere tra “mi interessa il tema” e “voglio leggere questo articolo del Corriere”. Se la curiosità è generale, confrontare le coperture può essere più utile. Se invece cerchi proprio il trattamento editoriale della testata, l’app ha un ruolo più chiaro. Questa distinzione evita di pagare per un accesso che poi usi soltanto come scorciatoia occasionale verso una notizia già disponibile altrove.
Per chi ha senso, e per chi no
La scelta finale dipende meno dalla popolarità di un’app che dalla frequenza con cui una persona legge proprio quella testata. Se il Corriere è già una fonte abituale, averlo sul telefono può rendere la consultazione più immediata; se invece cerco varietà o apro le notizie di rado, potrei ottenere più valore da un aggregatore o dal browser. In questa sezione chiarisco a chi la consiglierei e quando passerei oltre.
Il lettore che può ricavarne di più
La consiglierei a chi legge già il Corriere, vuole averlo a portata di mano su Android e preferisce consultare le notizie attraverso l’app della testata anziché arrivarci ogni volta dal browser. Può essere una scelta pratica anche per chi desidera mantenere un’abitudine informativa semplice: aprire una fonte conosciuta, scegliere un articolo e dedicargli qualche minuto, senza saltare tra un insieme eterogeneo di pubblicazioni.
È adatta anche a chi sta valutando se diventare un lettore più assiduo, perché il download gratuito permette di cominciare senza un pagamento iniziale. La mia raccomandazione è non confondere la facilità di prova con una promessa di accesso illimitato: quando compare una proposta a pagamento, leggi attentamente importo e condizioni e valuta se la frequenza con cui leggi giustifica quella spesa.
Quando sceglierei un’altra strada
La salterei se il tuo obiettivo principale è confrontare subito più giornali, costruire un feed molto personalizzato o seguire argomenti che il Corriere non copre nel modo che cerchi. Un aggregatore può essere più comodo per mettere diverse fonti una accanto all’altra; il browser può bastare a chi legge solo una notizia ogni tanto e non sente il bisogno di un’app dedicata.
La eviterei anche come acquisto automatico per chi non sa ancora quanto leggerà. Dal momento che l’app si installa gratis e gli acquisti sono separati, è ragionevole provarla prima, osservare quali contenuti usi davvero e decidere dopo. Se la apri raramente, il vantaggio di averla installata potrebbe non giustificare una spesa; se invece la testata è già una presenza abituale nella tua giornata, l’accesso mobile può risultare più naturale.
Il verdetto: provarla sì, pagare solo con un motivo
Nel complesso, Corriere della Sera mi sembra una scelta sensata per chi vuole leggere quella specifica testata su Android, non una soluzione universale per chiunque segua le notizie. Il suo punto di forza è la semplicità della scelta editoriale: sai quale fonte stai aprendo. Il compromesso è altrettanto chiaro: per confrontare prospettive diverse devi cercarle altrove e l’accesso a pagamento va valutato in base ai contenuti e alle condizioni che trovi nell’app.
La mia conclusione è di installarla se il Corriere fa già parte delle tue letture, oppure se vuoi provarne gratuitamente l’esperienza prima di decidere. Per l’uso occasionale, resterei nell’accesso gratuito e non darei per scontato che ogni acquisto sia conveniente. Per chi legge spesso gli articoli della testata, invece, può diventare un modo pratico e diretto per seguirli sul telefono. Il miglior motivo per sceglierla è sapere già che vuoi leggere il Corriere; se cerchi soprattutto varietà di fonti, partirei da un’alternativa che le riunisca.
Pro
- Notizie nazionali e internazionali consultabili in un’unica app.
- Sezioni dedicate a politica
- economia
- sport e cultura.
- Possibilità di salvare gli articoli per leggerli in seguito.
- Aggiornamenti frequenti sulle principali notizie.
- Contenuti multimediali affiancano gli articoli di approfondimento.
Contro
- Alcuni articoli e contenuti possono richiedere un abbonamento.
- La pubblicità può interrompere o appesantire la lettura.
- La quantità di notizie può rendere difficile individuare quelle più rilevanti.
- Per consultare i contenuti aggiornati serve una connessione Internet.
- L’esperienza e le funzionalità possono variare tra Android e iOS.
Domande frequenti su Corriere della Sera
Che cos’è l’app Corriere della Sera e quali contenuti offre?
L’app Corriere della Sera permette di consultare le notizie e gli approfondimenti del quotidiano direttamente da smartphone o tablet. Include articoli su attualità, politica, economia, cronaca, cultura e sport, oltre a contenuti multimediali e aggiornamenti sulle notizie in tempo reale. La disponibilità di singoli articoli e servizi può dipendere dal tipo di accesso o di abbonamento attivo.
L’app Corriere della Sera è gratuita?
Scaricare l’app è generalmente gratuito, ma questo non significa che tutti i contenuti siano accessibili senza costi. Alcuni articoli e servizi possono essere riservati agli abbonati o soggetti a limiti di consultazione. Prima di sottoscrivere un piano, è consigliabile verificare nell’app i prezzi, la durata, le condizioni di rinnovo e le modalità di disdetta, che possono variare nel tempo.
È necessario creare un account per leggere le notizie?
Per consultare alcuni contenuti potrebbe essere possibile iniziare senza registrazione, mentre l’accesso completo a funzioni riservate o a un abbonamento può richiedere un account. Registrarsi consente in genere di accedere con le proprie credenziali e di gestire l’abbonamento sui dispositivi compatibili. Se hai già un profilo o un abbonamento del Corriere, controlla nell’app le modalità per collegarlo prima di acquistarne uno nuovo.
Posso leggere il Corriere della Sera anche senza connessione Internet?
La lettura delle notizie più recenti richiede normalmente una connessione, perché i contenuti vengono aggiornati online. Alcune edizioni o contenuti potrebbero offrire opzioni di consultazione offline, ma la disponibilità può dipendere dall’abbonamento, dalla versione dell’app e dal dispositivo. Se prevedi di leggere in viaggio, verifica che i contenuti desiderati siano stati scaricati e che lo spazio disponibile sul telefono sia sufficiente.
Su quali dispositivi posso usare l’app e come si gestiscono gli abbonamenti?
L’app è pensata per dispositivi mobili compatibili con Android o iOS, ma requisiti e funzioni possono cambiare con gli aggiornamenti del sistema operativo. Gli abbonamenti acquistati tramite uno store mobile sono normalmente gestiti dalle impostazioni dell’account Google Play o Apple, mentre quelli sottoscritti direttamente possono seguire procedure differenti. Prima del download, controlla la compatibilità e consulta le condizioni associate al metodo di acquisto scelto.






















